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Paragrafo 7 . La Restaurazione nei ducati padani e in Toscana.


Il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla venne assegnato a Maria Luisa
d'Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, con la clausola che, alla morte
di questa, sarebbe dovuto tornare ai Borbone di Parma.
     Maria Luisa oper una restaurazione moderata, mantenendo in  gran
parte gli ordinamenti napoleonici.
     Il  generale  clima  di tolleranza favor lo sviluppo  economico,
caratterizzato   soprattutto  da  una  ricca   agricoltura   e   dalla
conseguente crescita del ceto dei grandi e medi imprenditori agrari  e
dei contadini agiati.
     Il  ducato di Modena e Reggio and a Francesco quarto di Austria-
Este,  che  restaur quasi integralmente il vecchio sistema  politico,
favorendo  i  gruppi  cattolici  reazionari.  In  seguito  per,   per
soddisfare   le   proprie   ambizioni  espansionistiche,   manifester
interesse  per  i programmi liberali, la cui diffusione  era  favorita
dalla presenza di una ricca borghesia agraria e commerciale.
     Il  ducato di Massa e Carrara e quello di Lucca furono oggetto di
assegnazione temporanea. Il primo fu attribuito come vitalizio a Maria
Beatrice  d'Este, che ne era erede per parte di madre; alla sua  morte
sarebbe  andato  al  figlio, il duca di Modena  Francesco  quarto.  Il
secondo  fu  assegnato ai Borbone di Parma, il cui ducato  era  andato
come  vitalizio  a  Maria Luisa d'Asburgo. Alla  morte  di  questa,  i
Borbone avrebbero ripreso possesso di Parma, e Lucca sarebbe confluita
nel granducato di Toscana.
     Il  granducato di Toscana, tornato a Ferdinando terzo di Asburgo-
Lorena,   fratello  dell'imperatore  d'Austria,  fu   ingrandito   col
territorio di Piombino e con lo Stato dei presidi, che era formato  da
alcune piazzeforti sulla costa tirrenica, tra cui Orbetello, Talamone,
Porto Ercole, Porto Santo Stefano.
     Il   granduca  attu  una  restaurazione  moderata;   abrog   la
legislazione napoleonica, sostituendola per con quella introdotta nel
Settecento  da  suo  padre Pietro Leopoldo, che  era  basata  sul  pi
avanzato  riformismo  di  tipo illuministico e  che  fu  adeguatamente
aggiornata.
     In  campo  economico  fu promosso lo sviluppo  dei  vari  settori
produttivi.  Vennero  mantenute le leggi leopoldine  in  favore  della
libert  di  commercio;  fu  dato impulso all'attivit  del  porto  di
Livorno;  lo sviluppo dell'agricoltura venne favorito dalla diffusione
della mezzadria e attraverso opere di bonifica, come quelle realizzate
in Maremma e nella Val di Chiana.
     La  tolleranza del granduca consent alla Toscana di avere anche,
unica fra gli stati italiani, una vita culturale rigogliosa, aperta  e
dinamica; di essa fu espressione significativa la rivista "Antologia",
fondata  nel 1821 da Giovan Pietro Vieusseux (1779-1863), che costitu
un punto di riferimento per tutta la cultura nazionale dell'epoca.
     Alla  Chiesa  non  fu  restituito il potere  che  precedentemente
esercitava  nel  sistema  culturale ed educativo;  i  vescovi  vennero
sottoposti  ad  un  severo  controllo da  parte  delle  istituzioni  e
l'ordine dei gesuiti non fu riammesso.
